E' vero che è ottobre ma... non si sa mai; se c'è una cosa che ci disturba in montagna è trovare la folla, non per niente siamo arrampicatori asociali.
Da quando collezioniamo cime dell'appennino poi, abbiamo visto posti che definire solitari è dir poco, valli desolate, creste innevate vergini di alcuna impronta umana (recente ovviamente).
Però anche Sua Maestà il Corno Grande va onorato di una visita e, come tutti i "personaggi" noti, non resta mai solo; c'è anche da dire che (a dispetto dell'altitudine) raggiungerlo non è poi così arduo, ci sono monti molto meno noti o anche sconosciuti ai più, che ti fanno penare e faticare molto, molto di più.
Ci avviamo sul sentiero che sale alla Sella di Monte Aquila, è freddino e benchè siamo ancora in ottobre, qualche pietra è ricoperta di brina gelata, bisogna fare attenzione.
Voltandosi ad Est lo sguardo spazia nell'aria cristallina sulle lunghe creste e le interminabili piane fino a cogliere il riverbero del sole nascente sull'acqua placida dell'Adriatico.
Raggiunta la sella si procede per un tratto quasi in piano, al cospetto dell'imponente parete rocciosa del Corno Grande, mentre il sole sale scaldando l'aria e ci ritroviamo a levare cappelli, guanti felpe, in breve siamo a maniche corte.
Superato il bivio per la Direttissima cominciamo a salire nella pietraia che sale alla Sella del Brecciaio. Nel silenzio rotto solo dal ritmo dei nostri passi, sentiamo scorrere lentamente questo mare di pietre, sembra che discorrano sotto voce tra loro, da millenni forse.
Un tratto più ripido e siamo alla sella, ci si scopre un panorama nuovo, e il Corno Piccolo che sembra veramente inaccessibile, come sembra inaccessibile la nostra meta, come spesso accade ci si chiede: ma dove si passa?
Proseguiamo seguendo i segni frequenti e inconfondibili, lasciandoci a destra il bivio per La Via delle Creste e continuiamo a seguire la traccia marcata nel terreno pietroso verso il Passo del Cannone "sì che 'l piè fermo sempre era 'l più basso".
Giungiamo al fine presso il Passo del Cannone, sentiero non se ne vede più, una freccia indica la strada per proseguire verso la Sella dei Due Corni (in verità sembra poco praticabile) mentre sulla destra bolli rossi sulle rocce marcano i passaggi più agevoli per affrontare la salita finale al Corno Grande.
Difficoltà vere e proprie non ce ne sono ma nondimeno per affrontare questo ultimo tratto occorre essere un po' avvezzi all'altitudine e stare bene attenti a dove si mettono i piedi; non ci si arrampica ma il fondo ripido di rocce, roccette e pietrisco su cui si cammina non sembra molto ospitale, quasi reso scontroso dal frequente passare degli escursionisti; insomma mettere un piede nel posto sbagliato magari non ti precipita nell'abisso ma male ti puoi fare per cui... occhio!
La cima è a pochi metri, qualche passaggio un po' esposto qui c'è, il sentiero (o meglio la traccia creata dai segni) aggira la vetta e poi con un ultima breve fatica siamo in vetta.
Sotto di noi Campo Imperatore, in lontanaza la piana che degrada verso il mare Adriatico che da qui si vede benissimo; a fianco a noi le altre due vette del Corno Grande che, in verità, sembrano inarrivabili, più in la il Corno Piccolo.
Non si scenderebbe mai ma in vetta a 2900 anche se con il sole, il vento si fa sentire e a star fermi ci si infreddolisce; arriva presto il momento di tornare a valle.
La discesa per le roccette sembra stranamente più agevole rispetto alla salita, riprendiamo il sentiero e ci fermiamo per un panino alla Conca degli Invalidi, osservando la bella valle sotto di noi screziata del giallo e del rosso autunnali.
Superata la Sella del Brecciao proseguiamo sul sentiero verso Campo Imperatore, ma è presto, siamo in largo anticipo; così decidiamo di fare un giro qui a valle verso il Rifugio Garibaldi dove ci concediamo un'altra bella pausa.
Da qui risaliamo per il ripido sentiero breccioso al Valico della Portella da cui torniamo per comoda via a Campo Imperatore puntuali all'appuntamento con Sua Maestà il Corno Grande vestito al tramonto della sua più bella livrea; spettacolo indimenticabile.
Ecco la traccia del nostro percorso: http://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=12711227
Campo Imperatore dal sentiero per la Sella di Monte Aquila; in fondo il sole si riflette sull'Adriatico.
L'osservatorio di Campo Imperatore
Il Bivio Per il rifugio Duca degli Abruzzi
Il Corno Grande ci aspetta, non ha fretta. Neanche noi.
Verso la sella del Brecciaio
Un ultimo strappo
In vetta
Campo Imperatore dalla Vetta del Corno Grande

Per aspera ad astra
xissur e xirbaf in vetta
xirbaf in vetta al Corno Grande
xissur aggiorna il libro di vetta
Una bionda molto carina in solitaria. Affascinante. Chissà chi è...
Il mare dalla Vetta
Si torna a valle
Il Corno Piccolo
Uno sguardo indietro, alla via appena percorsa
La Sella dei Due Corni
Il Rifugio Garibaldi
Il sentiero per il Passo della Portella
Intermesoli da Campo Pericoli
Grotta sotto il Monte Portella
Qualcuno ci osserva dall'alto
Torniamo verso l'osservatorio
A Campo Imperatore puntuali all'appuntamento col tramonto
Recensito da Alessandro Russo a.k.a. xissur
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