venerdì 1 agosto 2014

Monte Corvo da Prato Selva - 1 agosto 2014

Alle 8.30 siamo già a Prato Selva da cui abbiamo deciso di affrontare una tra le mete più impegnative della collezione dei 2000 dell'Appennino, il Monte Corvo.

E' il nostro secondo tentativo su questo monte, e sempre su questo percorso, ma siamo tenaci (o testardi forse) quindi ci riproviamo, il Corvo si farà conquistare stavolta?

Saliamo lungo l'impianto della seggiovia verso il colle Abetone che poi aggiriamo sulla destra seguendo una carrareccia fino ad un pianoro dove la volta scorsa avevamo perso i segni e quasi mezz'ora di tempo.

Stavolta sappiamo che dobbiamo attraversare la radura verso Sud fino a ritrovare i segni ed il sentiero che porta alla Piana di san Pietro dove le indicazioni mandano al Rifugio del monte verso Est mentre noi scendiamo ad Ovest nella valle del Crivellaro. Qui i segni si fanno sbiaditi e discontinui ma comunque riusciamo a seguirli e a risalire abbastanza comodamente sino alla sella che separa la cresta Nord del Corvo dal Colle delle Monache.

Sotto di noi si stende l'immenso pratone inclinato del Campiglione su cui pascolano placidi cavalli e da cui si comincia a scorgere la sagoma inconfondibile del Lago di Campotosto.

Una pausa per riprendere fiato (e coraggio) per poi affrontare la ripidissima cresta Nord.

Non ci sono segni o noi non li troviamo, forse qualche ometto (dubbio), a un tratto la parete diventa molto ripida, la volta scorsa ci siamo arresi proprio qui (era tardi e non eravamo sicuri di dove eravamo) stavolta riponiamo i bastoncini e proseguiamo quasi ventre a terra tra le pietraie. Cerchiamo di dirigerci gradualmente verso la cresta ovest, puntiamo ad un grosso masso aiutati da un certo punto in poi dal terreno che, sempre ripido, si fa un po' a scalette che aiutano la progressione. Dopo il masso la pendenza diminuisce appena, ma tanto basta per poter procedere, faticosamente ma con minore apprensione. Raggiungiamo la cresta Ovest stanchi ma soddisfatti, da qui in poi la pendenza è severa ma umana, saliamo a tratti riposandoci ogni tanto e infine guadagnano la vetta Ovest.
Davanti a noi la Laga e il Terminillo, in lontananza i Sibillini e verso est la cresta che porta alla vetta principale del Corvo, Affilata e a tratti ghiaiosa sembra minacciosa, e noi siamo stanchi. Scendiamo dalla vetta e man mano che procediamo sulla cresta ci accorgiamo che non è poi così affilata e risalire verso la vetta principale faticoso ma non difficile.

Guadagnata la cima ci regaliamo una bella pausa pranzo e pure un pisolino corroborante mentre aspettiamo che si spostino le nubi che coprono il Gran Sasso per poter fare una bella foto di vetta col Corno grande alle spalle. Pare che però le nubi non abbiano alcuna voglia di spostarsi, così torniamo sui nostri passi e dalla cresta intravediamo sulla vetta Ovest un un camoscio ci spia da lontano.

Ora ci aspetta la discesa.

Per la via di salita? O per la cresta Ovest per poi attraversare tutto il Campiglione in salita fino al sentiero che discende nella valle del Crivellaro?

Decidiamo per la seconda ipotesi e ci buttiamo giù per la cresta Ovest, ripida ma percorribile… fino ad un certo punto (quota 2100 circa) dove si fa decisamente accidentata e così decidiamo di tagliare  per il crinale erboso in direzione della cresta Nord continuando a scendere in traverso verso il Campiglione. Il crinale è a tratti ripidissimo e scivoloso nonostante l'erba sia asciutta e costringe ad adottare una tecnica che potremo definire "gluteo a terra". Da quota 1900 comincia il saliscendi per attraversare il Campiglione e giungiamo all'imbocco del sentiero che scende nella valle del Crivellaro. Proseguiamo per la via di salita e raggiungiamo l'auto.

Sono le 20 e siamo stanchi e soddisfatti come mai.

Questa escursione rimarrà memorabile per noi pertanto decidiamo di andare a festeggiare in un agriturismo a Corvaro, non proprio vicino ma lungo la strada per Roma. Purtroppo però la nostra corsa in auto verso la stra-meritata cena finisce improvvisamente, subito prima della galleria del Gran Sasso, chiusa per incidente. Rimaniamo li fermi per oltre due ore tra centinaia di altre auto a motore spento.Torneremo a casa digiuni.
Il Corvo stavolta s'è lasciato conquistare ma alla fine forse s'è anche un po' vendicato.

Questa la traccia gps: http://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=12651651

N.B.
Attenzione ai tratti in cresta per salire e scendere dalla vetta ovest, probabilmente esiste un percorso migliore per evitare i tratti più scabrosi, ma in mancanza di segni abbiamo dovuto improvvisare il che è avventuroso ma a volte pericoloso.

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Il sentiero ben segnato fino alla Piana di S. Pietro (versoil Rifugio del Monte)

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La radura dove i segni si confondono.


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L'indicazione per il Rifugio del Monte alla piana di S. Pietro, noi andiamo dall'altra parte (a destra) verso la Valle del Crivellaro.

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Il Campiglione e la Cresta Nord che ci accingiamo ad affrontare.

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Il lago di Campotosto dalla cresta Ovest

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In cresta verso la Vetta principale.

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La vetta del Monte Corvo.

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xirbaf e xissur sotto la croce del Monte Corvo (dietro quelle nuvole il Gran Sasso si nasconde).

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Il meritato riposo.

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Un camoscio che certo non si aspettava di vedersi arrivare 'sti due strani animali.



Recensito da  Alessandro Russo a.k.a. xissur

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