Tempo bello stabile.
Freddo, per ora.
L'idea è raggiungere la Cima delle Malecoste anche se ci preoccupa qualche passaggio prima del Gendarme che, in varie descrizioni, viene definito "esposto" poi il Pizzo Cefalone.
Ci avviamo lungo il comodo sentiero che taglia le pendici del monte Portella e prosegue per un tratto quasi in piano, il passo è leggero, l'aria frizzante.
Superato il valico della Portella proseguiamo sul sentiero che ci porta sotto il Pizzo Cefalone, il sentiero è comodo, in qualche tratto un po' esposto ma si cammina bene.
Arrivati sotto il Cefalone proseguiamo per le Malecoste seguendo prima una grossa freccia su un masso e poi dei bolli rosso/blu (veramente preziosi).
Fin da subito la situazione appare difficoltosa, c'è un punto in cui bisogna calarsi tra due massi su uno strapuntino di roccia e sotto.... il vuoto.
Mmmmmh! Inquietante.
Superato il tratto scabroso, continuiamo a seguire i preziosissimi bolli blu e rossi fino ad un tratto in cui si procede con i piedi su una lingua di roccia e le mani che fanno presa su una paretina verticale; sotto: lo strapiombo e dei bellissimi camosci che si aggirano tranquilli; il burrone è il loro habitat.
Si scende poi, con una certa cautela, su un piccolo tratto ghiaioso che aggira uno sperone e si arriva a poca distanza dal Gendarme, si comincia a vederne la croce.
La condizione psicofisica però oggi non è ottimale per questo tipo di acrobazie, cui onestamente non siamo avvezzi, decidiamo di tornare indietro e limitarci all'ascesa al Cefalone.
(Grazie xissur per aver provato a tutelare la mia immagine :-) , ma la verità è un'altra: ero io, xirbaf, a non essere in condizione di affrontare le Malecoste e quindi mi sono fermato prima di quello strapuntino e ho lasciato che tu andassi in avanscoperta, come testimoniano le immagini sotto, per vedere che situazione avremmo trovato dopo. Al tuo ritorno si era capito che si poteva fare, ma io non me la sono comunque sentita e abbiamo rinunciato, ripiegando sulla sola ascesa al Pizzo Cefalone. Pazienza, ma ci riproverò in futuro.)
Alla base del Pizzo Cefalone individuiamo l'attacco della parte più "acrobatica" e cominciamo ad arrampicarci guidati anche qui dai bolli frequenti e precisi.
In breve si è in vetta, il panorama è bellissimo: davanti a noi Pizzo Intermesoli, alla nostra destra il Corno Grande alla nostra sinistra stentiamo a riconoscere il Corvo (da questa angolazione sembra diverso).
In vetta diversi escursionisti e... una certa inflazione di croci.
Pochi minuti di pausa poi ci affacciamo sull'altro versante del monte verso la sella del Cefalone, sembra da subito un po troppo impegnativo, almeno per oggi, decidiamo di riscendere per dove siamo saliti (e non è una passeggiata neanche quella).
Di ritorno ci rendiamo conto che è presto, decidiamo quindi di scendere dal valico della Portella e raggiungere il Rifugio Garibaldi, piccolo ma caratteristico rifugio che troviamo chiuso e, ci dicono alcuni escursionisti che troviamo vicino al rifugio, che quest'anno non è stato mai aperto, neanche in piena estate.
Una bella sosta vicino al rifugio e poi ci dirigiamo verso il Corno Grande dove intercettiamo il sentiero che porta alla Sella di Monte Aquila da cui riscendiamo a Campo Imperatore.
Una bella giornata, un'escursione appassionante e riuscita a tutti gli effetti, come tutte fino ad oggi. Un escursione fallisce quando la sera non torni a casa.
L'osservatorio tra le brume del mattino.
Verso Pizzo Cefalone.
Verso Pizzo Cefalone
Intermesoli visto dal sentiero per Pizzo Cefalone
Sua Maestà il Corno Grande
Il bivo per la Sella del Cefalone
Verso il Gendarme
Eccoci "quasi" sul Gendarme
Ascesa al Pizzo Cefalone

In vetta
Xirbaf con una delle croci
La "comoda" discesa da Pizzo Cefalone
Il Rifugio Garibaldi a Campo Pericoli
Uno strano oggetto (se qualcuno sa cosa è...)
(???)
Recensito da Alessandro Russo a.k.a. xissur e Fabrizio Ippoliti a.k.a. xirbaf
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