venerdì 17 febbraio 2017

Monti Rocca Altiera e Bellaveduta - 17 febbraio 2017

Decidiamo di approfittare di questa giornata di bel tempo e del fatto che l'allarme valanghe sembra rientrato (almeno in questa zona) per affrontare due cime un po' isolate nel PNALM.

Il dislivello e la lunghezza dell'escursione sembrano elevate per una invernale ma speriamo di non trovare la neve a quote troppo basse in modo di procedere abbastanza spediti almeno nella prima parte della salita. Decidiamo anche di abbreviare l'escursione salendo direttamente dalla dorsale sud invece di seguire la lunga mulattiera pertanto lasciamo l'auto al parcheggio presso la statua di Don Bosco sulla strada che porta da Settefrati al Monastero Madonna di Canneto.

A quota 1150 non c'è traccia di neve ma non sappiamo cosa ci aspetta in quota pertanto ciaspole e ramponi appesantiscono il nostro zaino.

Per tracce di sentiero nel bosco saliamo la dorsale fino ad intercettare la sterrata a quota 1400 circa, ancora niente neve. Seguiamo la strada comoda finchè a quota 1500 circa appaiono tracce di neve e poi la neve vera e propria; è poca, abbastanza dura, a tratti gelata ma  man mano che saliamo la neve aumenta.

Siamo in maglietta, fa caldo per la stagione e probabilmente la neve al ritorno sarà bagnata e pesante. Raggiungiamo sempre sulla strada la fonte a quota 1650 e poi una antenna con dei pannelli solari; poi da qui puntiamo la cresta, a vista seguendo ad istinto l'orografia del terreno ed incrociando qua e la qualche segno biancorosso su rocce affioranti.

La lunga cresta a saliscendi è dapprima in lieve pendenza poi si fa più impegnativa e decidiamo di indossare i ramponi, anche se non è ghiacciato la neve a tratti è dura e scivolosa, con i ramponi la progressione è più facile e soprattutto più sicura.

Dalla cresta il monte Meta e le Mainarde innevati sembrano a portata di mano e così gli altri monti del parco, dal versante opposto si distiguono anch'essi bianchi, gli Ernici; una vecchia conoscenza.

Guadagnamo la cima di Rocca Altiera sull'ultimo tratto di cresta più ripido (picozza); da qui un panorama mozzafiato mentre la cresta prosegue avanti a noi verso Bellaveduta che un banco di nebbia sta ricoprendo.

Allunghiamo un po la sosta in attesa che la nostra seconda meta di oggi si scopra ed in effetti dopo un po' la brezza allontana la nebbia e noi ripartiamo sulla lunga cresta bianca.

Siamo a oltre 2000 metri è febbraio e potremmo quasi metterci a maniche corte, il vento si è fermato del tutto e comicia a risalire la nebbia intorno a noi.

L'ultimo tratto prima della vetta è il più ripido ma si supera in pochi minuti con un po' di attenzione, siamo in vetta e c'è un ometto di roccia con scritto Bellaveduta m. 2061 ma di "veduta" nemmeno l'ombra; siamo immersi in un'irreale atmosfera lattiginosa.

Attendiamo che ancora una volta la nebbia si disperda ma stavolta (parafrasando Gershwin) "fog is here to stay" anzi si fa sempre più fitta! visibilità massimo 20 metri.

Riprendiamo la via ricalcando letteralmente le nostre tracce ed è l'unico modo di procedere in relativa sicurezza, non esistono più punti di riferimento, solo le tracce nella neve ed ogni tanto un'occhiata al gps.

Ci rendiamo conto, dalle impronte nella neve che per un tratto ci deve aver seguito qualche animale, impronte fresche che all'andata non c'erano, somigliano a orme di cane... "state lontani dalla brughiera..." si scherza...

Ripercorriamo la lunga cresta e superiamo la Rocca anch'essa ora immersa nella nebbia, intercettiamo poi le tracce di un qualche gruppo numeroso che deve essere salito nei giorni scorsi e le seguiamo fino alla strada innevata che decidiamo di percorrere fino alla provinciale, non possiamo rischiare di scendere nel bosco in quella foschia fitta e senza neanche le tracce nella neve che ci abbandona a quota 1500.

Finita la neve, piano piano dirada anche la foschia che ora è una nuvola sopra di noi, la strada è lunga ma è una comoda piacevole passeggiata con cui raggiungiamo l'asfalto per poi risalire all'auto mentre scende la notte e la nebbia lentamente ci inghiotte di nuovo.

Una bellissima avventura, peccato per la "bella veduta" che non abbiamo potuto apprezzare.

Qui il link alla traccia GPS

https://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=16472180

(N.B. qualche lieve indecisione nel primo tratto nel bosco, poi a quota 1650 dalla strada alla cresta siamo andati letteralmente "ad occhio" il ritorno è lungo la strada sterrata quindi poi occorre risalire per un tratto la provinciale per raggiungere il parcheggio).




Nessun commento:

Posta un commento