martedì 24 aprile 2018

ABRACADABRA, IL MOZZONE



La primavera è inoltrata, anche troppo, e fa caldo, troppo caldo e da troppi giorni. Probabilmente sarà l'ultima escursione in ambiente innevato dell'anno e abbiamo fermamente deciso che deve essere un'alpinistica. Siamo a Prato Selva alle 8.15 e già il termometro segna 12 gradi! Di neve nemmeno l'obra sui declivi verdeggianti solcati dagli impianti di risalita ormai inerti. MA siamo fiduciosi, imbracatura, ferraglia varia e la bambolina in spalla ci avviamo per il sentiero che sale lungo la seggiovia verso il Monte Corvo, la nostra meta però oggi è il meno blasonato Monte Mozzone, una cime secondaria del gruppo che vogliamo risalire dal canale Abracadabra che parte dalla valle del Crivellaro. Si sale spediti sull'erba morbida fino a intercettare la mulattiera che aggira il Colle Andreole. A 1600 slm circa inizia la neve, è bagnata ma non si affonda, proseguiamo fino alla Piana Grande dove iniziamo un lungo traverso su neve abbondate che ci porta a scollinare nei pressi della Piana di S. Pietro. Da qui abbandoniamo i segni del CAI che conducono al Rifugio del Monte e proseguiamo verso la valle del Crivellaro perdendo leggermente quota sul sentiero che i questo tratto è di nuovo scoperto. Davanti a noi cominciamo a vedere la cresta Ovest del Corvo e il Colle delle Monache, in basso il largo canale del fosso del Crivellaro è colmo di neve, resa rosa dale piogge sabbiose di questi ultimi giorni. Raggiungiamo il fosso e cominciamo la faticosa salita sulla neve bagnata e pesante mentre alla nostra destra dalla parete nord del Corvo scendono piccoli scaricamenti di neve bagnata producendo un rumore molto simile a quello di un piccolo ruscello. Risaliamo il Crivellaro che si fa sempre più ripido fin quasi in capo alla valle finché alla nostra sinistra (destra orografica) si staglia il punto di attacco del canale Abracadabra, pieno di neve e piuttosto ripido nonché solcato da diverse pietre che la roccia marcia ha scaricato nei giorni o nelle ore precedenti, alcune di proporzioni ragguardevoli.
Cominciamo la salita legati in conserva sulla neve marcia affondando pesantemente sia i ramponi che le piccozze. La fatica ci costringe presto ad una prima sosta che attrezziamo sulla parete alla nostra destra su uno speroncino di roccia e da cui possiamo apprezzare il panorama alle nostre spalle il Corvo in primo piano e poi in lontananza il Lago di Campotosto e i bianchi crinali della Laga.
Si riparte provo ad andar su da primo, e iniziano i crampi alla coscia sinistra. Evidentemente il caldo ha messo a dura prova le riserve di sali minerali, provo ancora ma poi devo cedere a Fabrizio l'onore (e l'onere) di salire da primo e dovrà farlo fino in cresta all'uscita dal canale. Più avanti alcune rocce basse emergono dalla neve dividendo in due il canale, a destra sembra esaurirsi, a sinistra prosegue ripido per poi stringersi nuovamente. Sostiamo su quelle rocce a riprendere fiato e a studiare la situazione poi decidiamo di prendere il braccio di sinistra (destra orografica) che in breve ci conduce ad un piccolo salto di roccia solo in parte coperto da neve che ci pone diverse difficoltà. Fabrizio riesce a superare il tratto e prosegue fino ad un altro saltino roccioso dove finisce l'innevamento, attrezza una sosta su roccia e mi fa sicura nel superare il primo salto. Resta un piccolo tratto delicato, salire sulle rocce sotto la cresta non è agevole anche perché trattasi di sfasciumi franosi  ma Fabrizio riesce a conquistare la "terra ferma" per poi proseguire alla ricerca di qualche roccia stabile su cui creare un'altra sosta ed assicurare la mia progressione; ad ogni passo scarica sassi piccoli e grandi che mi sfiorano nonostante io sia accucciato sotto uno speroncino che emerge dalla neve. Individuato un ancoraggio cui assicurare la corda, mi agevola nella salita sulle rocce marce ed in breve siamo in cresta. Da qui sono solo poche decine di metri alla vetta del Mozzone da cui si gode una visuale stupenda sul Corvo, l'Intermesoli e i Due Corni e Prati di Tivo e verso NO il Lago di Campotosto, la Laga e i Sibillini; in lontananza ad est si immagina, nonostante la foschia, l'Adriatico. Bella avventura appagante ed emozionante anche se faticosa. Ci rifocilliamo al lungo in vetta per poi discendere lungo la cresta fino ad una sella da cui è agevole, su un declivio non troppo ripido, guadagnare la valle del Crivellaro e da qui riprendere la via di salita e tornare sui nostri passi. Siamo a Prato Selva che sono le 19.30. Forse siamo stati lenti noi, forse la neve impietosa ci ha rallentato oltremodo ma l'avventura è stata più lunga del previsto. Non resta che scendere a Valle e raggiungere il Ristoro Venaquaro tradizionale terzo tempo delle nostre escursioni in zona.

Qui la traccia GPS:

https://it.wikiloc.com/percorsi-alpinismo/monte-mozzone-dal-canale-abracadabra-24345276


Piana Grande
Verso il Crivellaro

Il Mozzone

Il Circolo glaciale in cima alla valle del Crivellaro



Gli sfascumi dove siamo sbucati dal Canale Abracadabra

In vetta al Mozzone

Cresta del Mozzone

Piccoli scaricamenti da Monte Corvo






Dalla prima sosta nel canale

In Sosta (dai che regge...)




Aguzzate la vista (un camoscio sul Corvo lo trovi sempre)

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