sabato 2 marzo 2013

Monte Gennaro - 2 marzo 2013

Ogni mattina all'alba mi sveglio e dalla finestra lo vedo.

Questo cocuzzolo che sembra a un passo, isolato, vicino alla città e dal quale la visuale su Roma deve essere impareggiabile; Monte Gennaro sembra che mi chiami, ogni mattina.

Prese le dovute informazioni decidiamo di tentare l'ascesa.

Partiamo come al solito molto presto e arriviamo a Palombara dove facciamo colazione, chiediamo al barista dove possiamo prendere una cartina dei Lucretili, anche se a quell'ora di mattina... ci speriamo poco.
"Qui" dice l'uomo, e tira fuori una bella cartina del parco, al centro la nostra meta, il Gennaro.
Non solo ma ci indica pure la strada per raggiungere l'imbocco del sentiero che sale nel bosco fino alla sella del Gennaro.

Con tutte le indicazioni del gentile barista, trovare la stradina che porta al Convento diruto di S. Nicola non è facile; senza indicazioni però non l'avremmo mai trovata.

Lasciata l'auto vicino ad un impianto di risalita che taglia il versante Ovest del Gennaro imbocchiamo il comodo sentiero ben segnato che a tornanti risale il bosco.

Fa freddo, la nostra dotazione invernale in fatto di attrezzatura è ridicola e anche l'allenamento lascia a desiderare. Dopo qualche pausa però raggiungiamo la sella del Gennaro dove troviamo una carrozzabile che verso NW porta al Monte Morrone della Croce dove c'è una torretta diroccata che scopriamo essere di un privato, o almeno è circondata da una recinzione, tagliata in più punti, che la delimita come proprietà privata. (*)

La torre è accessibile e ci ripara dal vento che da quando abbiamo raggiunto la sella spira costante e gelido dal versante Est.

Dopo una breve pausa riprendiamo la mulattiera che superata la sella ci porta verso la vetta del Gennaro, dopo poco ci troviamo a camminare nella neve che però è compatta e non ostacola il cammino.

Risaliamo fino a raggiungere i resti diroccati dell'impianto di risalita che parte da valle (vicino alla nostra auto) ed esploriamo i resti anch'essi diroccati di un albergo.

Di qui, a vista, un po' su erba, un po' su neve guadagnamo la Vetta di Monte Gennaro con la grande croce su basamento di pietra dietro il quale ci ripariamo dal vento mentre mangiamo un boccone.

Il panorama da qui è spettacolare, Roma ai nostri piedi e più in la il Tirreno, verso Nord spicca il Monte Soratte solitario e più lontano l'appennino e il Terminillo. Verso oriente l'Abruzzo con i monti del gruppo del Velino e più a Nord il Gran Sasso.

Vorremmo scendere al pratone del Gennaro per poi tornare alla base discendendo per il Fosso della Scarpellata ma, un po' ci perdiamo, un po' dalla mappa sembra di capire che dovremmo addentrarci in zona di Riserva Integrale vietata agli escursionisti, fatto sta che decidiamo di risalire in vetta e ridiscendere per dove siamo saliti.

La discesa sui tornanti del versante Ovest col sole che tramonta sul Tirreno e l'aria resa tersa dal vento freddo a raffiche, lascia senza fiato.

Siamo all'auto che è notte.


(*) In alcuni siti la torre viene definita del XVII secolo ma troviamo in rete un'informazione del tutto diversa, per cui essa sarebbe stata costruita nel 1970 da tale Crociani (politico e faccendiere dell'epoca noto alle cronache per essere coinvolto nell'affare Lockheed) su terreno demaniale e senza alcuna autorizzazione. Insomma una storia di bassa politica che chi vuole può approfondire qui:

http://www.avventurosamente.it/xf/threads/torri-casali-e-ruderi-abbandonati-nel-parco-dei-lucretili.697/







Recensito da  Alessandro Russo a.k.a. xissur

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