Decido che domani andrò da solo. E poi un po' di solitudine ogni tanto fa bene, ti permette di spaziare nei tuoi pensieri e di ritrovare un po' te stesso...
A questo punto devo decidere la destinazione. Qualcosa di impegnativo, come dicevo, ma non voglio scegliere obiettivi oltre i 2000 che ancora non ho affrontato insieme a Xissur. La collezione del Club 2000m l'abbiamo iniziata insieme e la portiamo avanti insieme! Quindi devo orientarmi su qualcosa di già visto, ma possibilmente anche diversificare...
Ci sono! Velino e Cafornia in un'unica soluzione! Direi sufficientemente impegnativo per me :-) ! Sul Velino ci sono già stato con Xissur, esattamente tre anni fa, il 2 Luglio 2013, salendo da Rosciolo per la via Normale (dicono sia tra le più faticose normali di tutto l'Appennino). Il Cafornia, invece, ci aveva dovuto aspettare fino all'anno successivo, il 20 Luglio 2014. In questo caso la salita avveniva da Forme percorrendo il sentiero 7A, che da Forme si prende a un paio di km fuori del centro abitato percorrendo via Valle Lama e sale direttamente sul Monte Cafornia. Per la discesa scegliemmo di passare per Cimata Fossa dei Cavalli percorrendo quindi il sentiero 7 che solca il Vallone Rietello. I due sentieri hanno un primo tratto in comune e poi si separano, in località Fonte Canale, per giungere sul Cafornia da punti diversi. Il mio piano questa volta è di salire da Forme, ma facendo un percorso inverso rispetto a quello della volta precedente e, nel caso le gambe mi dovessero assistere, raggiungere prima la vetta del Monte Velino e al ritorno salire sul Cafornia e ridiscendere per il sentiero 7A.
La partenza da Roma è alle 6,30, alle 7,40 sono a Forme, alle 7,50 sono in marcia, partendo da un'altitudine di circa 1120.
La giornata non appare molto limpida, ma il fatto che il sole sia un po' velato forse sarà un piccolo vantaggio dal momento che in questa "passeggiata" non c'è alcun tratto in ombra - a meno di qualche alberello isolato qui e là nel primo tratto - e che qui a luglio il caldo si fa sentire di brutto. E io lo so bene perché ricordo la grande sete patita nella precedente escursione sul Cafornia, quando avevo portato una troppo scarsa riserva d'acqua. E dato che come si dice a Roma: "Er cartaro se frega 'na vòrta sola!" , questa volta ho con me ben 3 litri di acqua (fresca) e mezzo litro di integratore al limone che alla fine dell'escursione risulteranno quasi integralmente consumati.
Dopo circa 0,40h, a quota 1400m (c'è un ometto di pietre che segnala il punto), il sentiero - che fino a quel momento saliva piuttosto diritto e con il monte a destra - piega decisamente a destra per salire da quel momento in poi secondo un tracciato più irregolare.
Nella salita non leggerissima, ma sempre graduale, mi prendo i miei tempi e le mie piccole soste e in 1h35m raggiungo il bivio dove si separano i sentieri 7 e 7A a circa 1700 metri di altitudine. Prendo a destra, sul sentiero 7, per il Vallone Rietello.
Qui si cammina su sentiero erboso e la vegetazione è piuttosto alta pertanto la prudenza mi invita a procedere facendo rumore sul terreno con i bastoncini in considerazione della possibile presenza di vipere. Il vallone è molto bello e vario; ci sono interessanti formazioni di pietra e una vegetazione "rumorosa" che ospita vari insetti ronzanti intenti a succhiare nettare dai fiori. A sinistra la Costa Cafornia e a destra si vede la spaccatura della Valle Majelama oltre la quale c'è il monte Sentinella.
Un po' di stanchezza di gambe ora si comincia a far sentire e la sella, lassù, quella dove si intercetta la cresta che sale al Cafornia, appare già un bell'obiettivo.
Ogni tanto fatico a rispettare il percorso suggerito dai segni del CAI che fino a quel momento erano apparsi sempre molto visibili e che l'erba alta ora talvolta nasconde, ma per fortuna la direzione da mantenere è inequivocabile.
Dopo poco meno di 3 ore dalla partenza sono alla sella a circa 2180m di quota e la stanchezza si fa sentire. Ma come sempre mi succede quando arrivo in cresta, le energie si riaffacciano. Sarà il panorama, sarà che la pendenza diminuisce un pochino, ma tutto diventa più "abbordabile", quindi procedo con ottimismo, sfioro Cimata Fossa dei Cavalli, proseguo, e in circa 45 minuti da quando ho preso la cresta sono sotto la vetta del Cafornia. Non sono fresco come una rosa, ma non ho dubbi: sul Velino ci vado eccome!
Il primo tratto di cresta tra il Cafornia e il Velino è praticamente una passeggiata, più avanti c'è un po' di saliscendi ma sempre "roba" leggera rispetto alla pendenza affrontata precedentemente. Il panorama è fantastico. In giro altri escursionisti: 2 ragazzi con un cagnolino nero e altre poche persone che si vedono a distanza.
Gli ultimi 10 minuti sono di nuovo di salita vera e propria, un po' faticosi ma l'obiettivo è talmente vicino che si affrontano baldanzosamente. Bisogna solo stare attenti alla presa a terra che spesso è resa difficile dalla pendenza abbinata al fondo formato da piccole pietruzze frananti. Qui incontro due signori un po' più grandi di me. Intuisco che sono saliti da Rosciolo. Uno è simpatico (in vetta faremo due chiacchiere) e un po' meno in forma dell'altro e ammettendo la propria stanchezza ogni tanto fa qualche piccola sosta e qualche battuta sulle proprie condizioni fisiche; L'altro sembra volersi "ingarellare" con me per chi arriva prima in vetta. A me in quel paradiso tutto interessa fuorché la competizione e così mi fermo e lo lascio andare avanti così è contento :-). Ci ritroveremo in vetta due minuti dopo, alle ore 12,10.
Tre escursionisti sono già lì prima di noi e una coppia sopraggiunge pochi minuti dopo, lui suona la bella campana che si trova sull'inconfondibile croce del Velino.
Si chiacchiera un po' con tutti e nel frattempo io divoro tutto il mio pranzo. Mai mangiato così d'appetito durante un'escursione!
Il panorama dal Velino è fantastico, peccato però che ci sia un po' di foschia e che laggiù sul Gran Sasso, come spesso succede, si addensino nubi. Mi guardo intorno cercando di riconoscere le varie cime, sia quelle dove sono già salito che quelle che ancora mi mancano. Poi via via gli altri salutano e si rimettono in marcia e io mi ritrovo ad essere solo in vetta e a godere di qualche minuto di pace totale. Qualche foto alla croce e alla Madonnina e alle 12,40 decido di rimettermi in marcia.
Come tempi non ci sarebbe alcuna fretta di muoversi, ma viaggiando da solo preferisco prendermi un bel margine di sicurezza per gestire meglio eventuali inconvenienti.
La vetta del Cafornia è li a vista e mi aspetta, ripercorro i miei passi e, in circa 45 minuti di buon passo, raggiungo la sua croce e la sua Madonnina. Stavolta sono da subito completamente solo e decido di fare un'altra sosta per ritemprarmi prima della discesa. Mi prendo un quarto d'ora per godermi un altro fantastico panorama e mi rimetto in marcia, alle 13,40, prendendo il sentiero 7A che si imbocca scendendo dal versante che guarda alla Piana di Avezzano; Comunque i segni sono evidenti e chiari non è possibile confondersi.
La discesa è mediamente ripida, ma anche qui il fondo di pietrisco e la stanchezza accumulata nelle gambe richiedono la massima attenzione per evitare di scivolare e farsi male.
In 1h15m circa sono al bivio dove i sentieri 7 e 7A si ricongiungono e riprendo così la stessa via dell'andata separandomene solo per un breve tratto per seguire uno dei tanti altri sentieri che pur non segnati dal CAI ridiscendono "comodamente" verso Forme.
Ritrovo il bellissimo boschetto di pini che avevo costeggiato all'andata e, alla fine di questo, decido di lasciare il sentiero percorso all'andata e di prendere a destra, per il prato, puntando direttamente alla carrereccia che si vede chiaramente dall'alto.
Raggiungo l'auto alle 16,00, stanco ma molto, molto soddisfatto.
Le gambe ricorderanno per almeno un paio di giorni questa bella avventura in solitaria.
Qui la traccia GPS:
http://it.wikiloc.com/wikiloc/spatialArtifacts.do?event=setCurrentSpatialArtifact&id=13959006

Il Monte Cafornia visto dalla località di partenza
Il panorama che si gode nei primi minuti di ascesa
La pineta che si costeggia nella prima parte del percorso
Il bivio per il Cafornia appena oltrepassato
Entro nel vallone Rietello
Vallone Rietello: tante varietà di fiori popolati da insetti ronzanti
Il Vallone Rietello
Vallone Rietello. I segni che indicano la direzione non mancano.
Siamo sempre nel Vallone Rietello
Il Cafornia a sinistra e il Costone a destra visti dal Vallone Rietello
La sella dove si intercetta la cresta del Cafornia
Manca poco alla sella
La fantastica vista che si apprezza una volta raggiunta la cresta. A sinistra la Costa Stellata, al centro il Monte Sentinella e dietro il Sirente.
Il Cafornia si avvicina
Zoommando noto che qualcuno è in vetta al Cafornia
Ma il Velino è a vista. Andrò prima a far visita a lui.
Il monte Sentinella
Vetta del Cafornia
Dietro il Sentinella si vede il Sirente
Vetta del Cafornia
Sono sotto la vetta del Cafornia. A destra il Monte Velino
Il primo tratto tra Cafornia e Velino è una passeggiata. Ristoro per le gambe.
La bellissima cresta tra Cafornia e Velino offre un fantastico panorama
Animali trovano da bere e ristoro dal caldo su una chiazza di neve
Il Monte Velino
A sinistra il Velino e a destra il sentiero che lo raggiunge
Escursionisti con cagnolino nero. A sinistra prima Il Costognillo e dietro, più in alto, il Monte Sevice
Cresta tra Cafornia e Velino
Escursionisti in vetta al Velino
Madonnina e croce in vetta al Monte Velino
Cafornia arrivo!
Madonnina e croce in vetta al Cafornia
Il Monte Velino visto dalla vetta del Cafornia
Il sentiero 7A che scende dal Cafornia
Il rifugio Casale da Monte
L'accesso alla valle Majelama
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