venerdì 22 settembre 2017

CIRCONDATI! 5 over2000 nel PNALM annegando tra i bramiti

L'idea è fare una bella cavalcata nel PNALM, l'escursione prevede la conquista di 3 over2000 partendo da Le Prata vicino Scanno, poi se è presto... si allunga.
Siamo di buon mattino all'imbocco del sentiero su una stradina in parte asfaltata che poi diventa bianca e si addentra tra le montagne.
Il sentiero è denominato Y9 e sale nella Valle del Ciccariello prima seguendo la sterrata di servizio allo Stazzo del Ciccariello e poi separandosene nel bel bosco che comincia ad avere i caldi toni dell'autunno.
La temperatura è ottimale, la salita costante ma non ripida ci porta allo stazzo del Ciccariello 1549 slm. Piccola pausa e si prosegue per il sentiero sempre ben segnato che risale la valle e conduce alla Navetta. Noi però abbiamo prima un altro appuntamento e quasi a capo della valle abbandoniamo il sentiero per risalire la valle sul lato destro (sx orografico) fuori sentiero, a zig zag tra la ghiaia, l'erba e il dispettoso ginepro fino ad intercettare la cresta che ci porta, con qualche saliscendi alla Cima Sud della Serra della Terratta. Da qui una splendida vista sulla Maiella (che pare a portata di mano)  La Serra di Rocca Chiarano, Monte Godi, i Marsicani e a Nord in lontananza la catena del Gran Sasso che appare già leggermente imbiancata.

Riscendiamo lungo la cresta fino a intercettare l'Y9  alla sella che separa la Navetta da Serra Monte Canzoni su cui saliamo, anche qui inventando un percorso sul crinale non troppo ripido.

Scendiamo ancora alla sella ed aggiriamo, seguendo il sentiero, LA Navetta sulla destra per poi scoprire che il sentiero fa un lungo giro e sembra non salire in vetta ma scendere sul versante opposto; ci tocca quindi salire in un tratto non troppo comodo verso una cima che in realtà non è che un anticima, per cui dobbiamo tornare indietro fino alla ver avetta de La Navetta.
Ancora più bella la visuale da qui, La Maiella sembra di toccarla, anch'essa imbiancata in cresta come il Gran Sasso.
Sono le 2. Che si fa? MA tanto già lo sappiamo... se non ci spacchiamo le gambe non siamo soddisfatti, così ci incamminiamo alla volta della Serra del Campitello.
Cercando di non perdere troppa quota ci incamminiamo a tratti fuori sentiero e poi sul sentiero che passa per il Valico del Campitello, risaliamo poi il crinale della Serra e siamo in vetta.
Da un po' sentiamo numerosi, insistenti e un po' inquietanti i bramiti di numerosi cervi, sembrano tantissimi! Scendendo dalla serra intercettiamo nuovamente il sentiero che aggira il Monte del Campitello (A7...?) e nei pressi del Valico della Corte li vediamo. Un Gruppo di Cervi sulle pendici del monte della Corte.
Scendiamo leggermente dopo il Valico e cerchiamo un punto dove affrontare la salita al Campitello, non c'è sentiero almeno da questo lato; alla nostra destra in lontananza un altro gruppo di Cervi e alla nostra sinistra sulla spalla del monte dove stiamo salendo, un'altra "famiglia" il Maschio imponente con i suoi grandi palchi e le femmine, più piccole che conduce e protegge come un pastore al pascolo.
Si allontanano senza fretta, non riconoscono in noi un pericolo, una minaccia forse si ma non un pericolo.
Proseguiamo sulle pendici prima ripide, poi più tranquille e dietro un dosso appaiono, incredibilmente vicini i palchi di un grande cervo maschio.
Ci guarda, è fiero, immobile, non ci sfida ma neanche ha paura.
Ci avviciniamo di qualche passo, si gira e fa per allontanarsi poi si ferma ancora a guardarci.
Siamo a bocca aperta.
Studiatici per un po' si allontana tranquillo discendendo agile il dorso del monte e sparisce dalla nostra vista; non è scappato, ci ha osservato e poi si è allontanato con calma e dignità, ci ha fatto capire che siamo a casa sua, e così ci sentiamo, ospiti, inattesi e che hanno il dovere di comportarsi con rispetto.
In vetta una bella pausa (peccato i pocket coffe andati) poi cerchiamo la strada migliore per la discesa.
C'è un canalone che scende a SE ma un sentiero non segnato ci porta più a Nord dove taglia fino all'imbocco di una valletta che scende senza troppa pendenza verso il Ferroio di Scanno.
Raggiunta la Sterrata proseguiamo Verso la Serra di Ziomas e qui ad un bivio torniamo un po' indietro scendendo su un'altra sterrata verso la Fonde del Rio Tasso (Volendo si poteve tagliare questo tratto ma le gambe sono stanche e meglio allungare un po' su terreno comodo che arrusparsi in discesa coi quadricipiti alla canna del gas).
Dopo la fonte è una passeggiata verso Capo D'acqua mentre sulla valle "calano le prime ombre della sera".
E' notte ed è freddo quando raggiungiamo la zona abitata costeggiata dai campi.

Ad un tratto si ferma accanto a noi (che sembriamo due marziani con le nostre lampade frontali) una fuoristrada con due anziani a bordo.
L'uomo alla guida scende, si avvicina cerca di capire chi siamo, ma noi non siamo di qui, glielo diciamo.
Mi dovete aiutare dice lui, ho perso il telefonino nell'orto.
Insomma, troviamo questo telefono in un orto non lontano, poi i due ci accolgono in una casetta di legno, calda ed accogliente per offrirci un bicchiere di buon rosso.

Rifocillati e riscaldati affrontiamo meglio l'ultima mezz'ora di strada che separa dalla macchina e da una cena luculliana all'agriturismo Le Prata dove ci portano talmente tanta roba che non riusciamo a finire la carne e ce la dobbiamo fare incartare. Mai successo... e dopo una escursione simile! Sarà la vecchiaia?

Ecco il tracciato GPS del percorso:
https://it.wikiloc.com/wikiloc/view.do?id=20035110

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